Romy Schneider/3

Colpo di fulmine reciproco e inizio di un grande amore, la Schneider si trasferisce in Francia e rifiuta di interpretare il quarto capitolo di Sissi. Ma è l’incontro con Luchino Visconti a segnare la svolta professionale: colpito dalla sua straordinaria bellezza, il maestro le propone un ruolo a teatro, a fianco di Delon, in Peccato che sia una sgualdrina, dramma elisabettiano di John Ford. Una vera sfida per lei che ancora non parla perfettamente francese: si sottopone a prove estenuanti, prende lezioni di dizione, e, al debutto a Parigi, riceve buone recensioni da parte della critica. E’ iniziata la sua ascesa: Robert Siodmack la vuole per l’ennesimo ruolo in costumme in Katia regina senza corona (’59) nel ‘62 Orson Welles la chiama per Il processo e Visconti per Boccaccio ‘70. Diventata ormai una star di caratura internazionale, firma un contratto con la Columbia per sette film ma lo rescinde dopo quattro, scontenta dei ruoli a cui viene relegata. Torna in Francia e diventa la musa di Claude Sautet con cui interpreta cinque film di cui quattro da protagonista: (L’amante, dove canta anche una canzone) e Il commissario Pellissier a fianco diMichel Piccoli, E’ simpatico ma gli romperei il muso con Yves Montand, Una donna semplice che ottiene una nomination agli Oscar come film straniero. Nel 1972 Visconti le affida il ruolo di Elisabetta di Baviera in Ludwig. Romy torna così ad essere Sissi 17 anni dopo, ma con un’immagine completamente diversa: è una donna autoritaria che non ha nulla della sdolcinata dolcezza dell’imperatrice ragazzina. Ma è la Francia ad averla adottata a tutti gli effetti…. (CONTINUA)

Da Femme Fatale di Marì Alberione, Film Tv

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