Il bilancio della serata del 15 maggio al Circolo della Grada è senz’altro positivo, e stiamo raccogliendo testimonianze e recensioni di quanti erano presenti all’evento. Naturalmente ci farebbe piacere ricevere, oltre ai commenti positivi di amici e conoscenti anche qualche critica costruttiva, quindi inviateci le vostre impressioni che saranno pubblicate senza censure.

Qui c’è l’immagine. Riprodotta, piatta, bidimensionale eppure carnale, viva, l’immagine di Romy fotografata al centro dello schermo che è il vortice nero della sua impossibile bellezza, vortice che risucchia occhi e cuore. La mente è indietro, distante. Qui è l’immagine che precede un’immagine a cui segue un’altra immagine, tutte le Romy possibili o solo quelle che possiamo vedere, tutte a negarsi l’una con l’altra, tutte a guardare il vuoto della quarta parete come le lettere trasparenti di un’unica parola: “viva”. Viva e fluente, viva e immobile, viva e negata. Tra le immagini, altre riproduzioni. L’attrice recita Romy che recita chi? La principessa, la ragazza, la donna, la disperata, la folle, la bambina. Riprodotta è qui l’essenza, ciò che non ha principio né fine, ciò che ci porta a ricreare ciò che abbiamo perduto per riperderlo nuovamente, per poterlo cercare daccapo. Negli occhi di Romy, questa volta.
Antonio Koch
…Giovedì sera, previo doping farmacologico, mi sono gustato un raffinato spettacolo sulla vita di Romy Schneider, che nell’immaginario collettivo sta alla principessa Sissi come Luca Zingaretti al commissario Montalbano. Schematizzando, ha funzionato così: 5 minuti di recita dei 2 attori (Romy e compagno), una canzone in tedesco/francese della protagonista (voce intonata e consapevole del testo) a fare da cesura con la successiva parte filmata (spaccati di vita di Romy con voci commentanti in sottofondo). Il tutto ripetuto per 4-5 volte.
Sarà stato l’ambiente molto raccolto, o magari il voluto contrasto tra l’escalation professionale dell’attrice e le sue parallele angosce personali (fino al tragico epilogo), fatto sta che a sipario calato si respirava un’atmosfera particolare, col pubblico presente che sembrava non volersi più alzare..