Archive for the 'Agenda' Category

Emily Dickinson al Colibrì il 25 giugno alle 21

 

Il Teatro della Rabbia si si confronta nuovamente con la poesia in un recital di testi di Emily Dickinson, interpretato con passione e delicatezza di toni di Valentina Palmieri, per la regia di Francesca Migliore. L’assenza cercata è una lettura-spettacolo riconducibile ad una danza di voci e parole, come onde che sbattono sulla scogliera; vuole essere un omaggio alla scrittrice americana nata in Massachussetts e vissuta a metà dell’Ottocento. Con quasi 1800 poesie, riordinate e pubblicate solo dopo la sua morte, un’infinità di lettere con le quali entrava in contatto con il mondo, ed una vita segnata dalla perdita e dalla tragedia, la Dickinson lascia nei suoi versi il segreto di un’intera esistenza, nelle sue parole la vana sofferenza per l’abbandono e fra le righe l’indispensabilità della rinascita. L’assenza cercata, fa emergere il pensiero più intimo della poetessa nel periodo in cui, insieme alla scelta di una volontaria reclusione, aveva preso l’abitudine di vestirsi solo di bianco, mentre trascorreva il tempo nella solitudine della sua stanza e scriveva lunghe lettere alla cognata amatissima.
Le musiche originali sono di Roberto Passuti.
L’assenza cercata, 25 giugno ore 21, Spazio Colibrì, Via Cantinelli 16, Bologna (Zona Stadio). Ingresso 5 € solo su prenotazione inviando una mail a contacts@teatrodellarabbia.com.

Rimanenze di magazzino- Borgianni legge Koch al Colibrì

 

Il Teatro della Rabbia presenta Rimanenze di magazzino, pensieri di un lavoratore precario, monologo brillante di Antonio Koch interpretato da Claudio Borgianni, musiche originali di Matteo de Angelis, regia di Francesca Migliore.

L’attore/autore bolognese si interroga sul malcontento di un’intera generazione in un divertente monologo che affronta il tema della precarietà lavorativa del tempo presente. Quel che ne emerge è l’incertezza dei trentenni che non riescono a ritagliarsi uno spazio nella società. Dalla difficoltà dell’inserimento nel mondo del lavoro, all’impossibilità di nutrire progetti a lunga scadenza. Dalla paura di sognare troppo alla necessità di servirsi del sogno per evadere dalla realtà. Di grande attualità e portavoce della comunità dei non-famosi, Rimanenze di magazzino è uno spettacolo che toglie le parole di bocca portando sulla scena tutto ciò che i trentenni hanno sempre pensato ma non hanno mai osato dire. Alla voce di Koch si alternano le musiche originali di Matteo De Angelis alla tromba e alla chitarra.

 15 maggio, ore 21 Spazio Colibrì, Via Cantinelli, 16 Bologna (Zona Stadio)

 Ingresso 5 €- Spettacolo riservato a 25 spettatori solo su prenotazione inviando una e-mail a contacts@teatrodellarabbia.com.

Affrettatevi!

 

 

Il teatro in una stanza - A Bologna un nuovo spazio per 25 spettatori

 

E’ imminente lo schiudersi di un nuovo spazio teatrale a Bologna, in Via Cantinelli 16, zona Stadio. Lo spazio, sede dell’ Associazione Culturale Colibrì, ospiterà la Rassegna Il teatro in una stanza, organizzata dal Teatro della Rabbia.con la direzione artistica di Francesca Migliore.

La rassegna proporrà un mini-cartellone di appuntamenti fra conferme, novità e prime assolute, tutte in scena al Colibrì, uno spazio inedito, un po’ circolo culturale, un po’ loft nel cuore di Bologna. Un attento sguardo alla drammaturgia europea ed il ritorno della memoria come tema centrale e ricorrente sono alla base di una carrellata di autori, punti di vista e storie racchiuse nel tempo breve e intenso di un’ora di teatro, sul filo conduttore del ricordo e della memoria. Un teatro racchiuso nella breve dimensione di una stanza, ad invito, riservato al a massimo 25 spettatori rigorosamente su prenotazione. Il costo del biglietto sarà di 5 euro.

 

  • 15 maggio 2009, ore 21 - Rimanenze di magazzino, pensieri di un lavoratore precario di Antonio Koch con Claudio Borgianni, regia di Francesca Migliore
  • 25 giugno 2009, ore 21, L’assenza cercata, reading di poesie di Emily Dickinson, con Valentina Palmieri e Anita Giovannini, musiche originali di Roberto Passuti, regia di Francesca Migliore
  • 2 luglio 2009 ore 21, Altrove, lettura-spettacolo da Le città invisibili di Italo Calvino, con Silvia Brandolini, Nicola Fabbri e Diana Barbieri,musiche originali di Roberto Passuti, regia di Francesca Migliore

Spettacoli per 25 spettatori. Ingresso 5 €. Prenotazioni su contacts@teatrodellarabbia.com.

Prima della prima - Rosa di ghiaccio al Teatro Ridotto il 23 aprile alle 21

 

Tra poche ore in prima nazionale il debutto di Rosa di ghiaccio, Ricordi di Romy Schneider, con Fabiola Ricci e Nicola Fabbri, regia di Francesca Migliore. Lo spettacolo, con canzoni dal vivo, scene recitate e frammenti di video, ripercorre attraverso la vita e la carriera dell’attrice austriaca la parabola di un animo femminile tormentato, sempre in bilico tra speranza e delusione, tra ansia e appagamento.  Vi aspettiamo al Teatro Ridotto, in Via Marco Emilio Lepido 255, alle ore 21. Ingresso 5 € ridotto (Cooop, studenti, Newsletter TdR), intero 7€.

 

Oggi 23 aprile alle ore 11, intervista a Francesca Migliore su Radio Città del Capo  (frequenza 96.250 e 94.700 mhz) su temi e aspetti dello spettacolo.

La rivincita del calzino spaiato- pensieri di una mamma precaria, finalmente un blog a teatro

 

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La rivincita del calzino spaiato- pensieri di una mamma precaria

E’ imminente la prima assoluta del monologo brillante di Francesca Sanzo, mamma precaria e blogger d’assalto, conosciutissima sulla rete per le sue esilaranti avventure comico-realistiche. Ecco come lo presenta la stessa autrice.

Questo non è un monologo sulla maternità ma il monologo di una persona che è anche mamma.

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Risate da mangiare- Il Teatro della Rabbia torna il 17 dicembre

Il Teatro della Rabbia torna con

RISATE DA MANGIARE

monologhi brillanti di donne in cucina

testi da Isabel Allende, Jorge Amado,Laura Esquivel, Manuel Vasquez Montalbàn

17 dicembre 2008 ore 21

Sala Pertini, Via Muratori 4/2

(ad.ze Via Andrea Costa- Bologna)Ingresso posto unico 5€ Continue reading ‘Risate da mangiare- Il Teatro della Rabbia torna il 17 dicembre’

In Our World. New Photograpy in Britain (Galleria Civica di Modena)

Sempre per chi abbia voglia di addentrarsi nel pensiero e nella sensibilità della generazione dei trentenni, vi segnalo fino al 13 luglio alla Galleria Civica di Modena la mostra In Our World. New Photograpy in Britain, a cura di Filippo Maggia.

Organizzata e prodotta dalla Galleria Civica di Modena e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena la rassegna collettiva è stata realizzata in collaborazione con il Royal College of Art di Londra e presenta le ricerche di 18 artisti che nel corso dell’ultimo decennio hanno frequentato il Master di Fotografia presso la prestigiosa istituzione inglese, luogo per eccellenza della formazione in Europa riguardo alla fotografia e all’arte visiva in genere.

Gli artisti presenti in mostra arrivano da varie parti del mondo sono Becky Beasley (1975, Gran Bretagna), Bianca Brunner (1974, Chur, Svizzera), Lisa Castagner (1975, Irlanda del Nord), Simon Cunningham, Annabel Elgar (1971, Aldershot, Gran Bretagna), Anne Hardy (1970, Londra), Lucy Levene (1978, Londra), Gareth McConnell (1972, Irlanda del Nord), Brígida Mendes (1977, Tomar, Portogallo), Suzanne Mooney (1976, Irlanda), Melissa Moore (1978, Nottingham), Harold Offeh (1977, Accra, Ghana), Kirk Palmer (1971, Northampton, Gran Bretagna), Sarah Pickering (1972, Durham City, Gran Bretagna), Sophy Rickett (1970, Londra), Esther Teichmann (1980, Karlsruhe, Germania), Heiko Tiemann (1968, Bad Oeynhausen, Germania), Danny Treacy (1975, Manchester).

In mostra fotografie, video e film: una pluralità di mezzi espressivi e un numero di opere sufficiente a far comprendere il singolo percorso di ogni artista.

In Our World offre una visione attuale ed estremamente contemporanea della ricerca fotografica in Inghilterra.
La presenza di autori provenienti da diverse nazioni (Germania, Portogallo, Stati Uniti, Svizzera, Irlanda ecc.) ma da tempo residenti a Londra, conferma il ruolo primario oggi rappresentato nell’arte contemporanea dalla capitale del Regno Unito, e, in particolare, dal Royal College of Art, divenuto, come si diceva, un nuovo punto di riferimento.
Anche se non si può definire con precisione una corrente o una tendenza dominante che caratterizzi il percorso espositivo, tutti gli autori presenti in mostra hanno in comune una forte condivisione con il mondo che li circonda.
Non limitandosi a rappresentarlo essi, in un certo senso, fanno da filtro, per darne una nuova e personale interpretazione, trasformando, inventando, assemblando pezzi di realtà tangibile, altre volte raccontando in prima persona (in alcuni casi proponendosi direttamente come protagonisti dell’opera) il proprio rapporto con la vita e la società.
Pur trattandosi di esperienze personali, in alcuni casi molto differenti l’una dall’altra, si avverte una malinconia comune, un sentimento del tempo presente vissuto fino in fondo, lucidamente affrontato e ricomposto attraverso le immagini.
Altra caratteristica comune a molti di loro è la ricostruzione di precise situazioni ove l’atto fotografico delimita e riconsidera una nuova realtà nelle sue proporzioni, relazioni interne, significati multipli che la lettura del fotografo ha voluto dare attraverso uno sguardo regionato e selettivo.

Da segnalare nell’ammezzato del palazzo Santa Margherita l’interessante installazione di Gilda Scaglioni intitolata 37 gradi, nella quale l’artista, nata nel ‘77, si confronta con le complesse relazioni che girano intorno all’idea di maternità. Assolutamente toccante e perturbante.

Allestita a Palazzo Santa Margherita, in corso Canalgrande 103 a Modena fino al prossimo 13 luglio, ingresso libero.

Il club di Fantomas, nuovo spazio in zona universitaria

Lunedì 30 giugno, dalle ore 21, in via Vinazzetti, n° 1/2, Bologna (zona universitaria) è stato inaugurato un nuovo spazio, che si chiamerà Il club di Fantomas. E’ uno splendido loft, a livello di strada, destinato a spettacoli, letture ed eventi musicali. L’idea e l’organizzazione sono di Giorgio Celli, che valuterà tutte le proposte di collaborazione per l’autunno.

Il Teatro della Rabbia non ha potuto partecipare alla serata inaugurale per motivi organizzativi, ma ha apprezzato moltissimo l’intenso monologo di Giorgio Celli presentato dal Teatro delle Ceneri. L’attore Claudio Beghelli ha reso con una regia ricca di sfumature interpretative un testo duro, difficile e a volte angoscioso, sottolineato da immagini proiettate a video che ne scandivano la drammaticità. Nonostante le difficili condizioni ambientali (quasi 40°, rumori dalla strada, acustica problematica) l’interprete è riuscito a catturare la sensibilità del pubblico che lo ha seguito nelle sue evoluzioni emozionali fino al doloroso epilogo. Grazie a Claudio per le bellissime emozioni che ancora una volta ci ha dato.

 

Camille Claudel in mostra a Parigi

Sorella maggiore dello scrittore Paul Claudel, Camille ha conosciuto come donna e artista un destino non comune. Alla fine del secolo scorso, una ragazza di diciassette anni vuole diventare scultrice: è inconcepibile, scandaloso per il perbenismo ottocentesco, ma lei si lancia nell’avventura senza guardarsi indietro, con l’entusiasmo e la volontà che la caratterizzano. Fino al giorno del 1883 in cui incontra Auguste Rodin. Il Maestro, famoso e affermato scultore, la prenderà come allieva, e poco dopo come amante. Seguono quindici anni di relazione appassionata e tempestosa dalla quale Camille uscirà esaurita e vinta, e un sodalizio artistico che porterà il maturo amante, artista dal tocco potente ma legato al mondo accademico, a sfruttare abilmente le sue capacità fino a firmare opere completate da lei. Camille morirà nel 1943 nell’ospedale psichiatrico di Montdevergues, vicino ad Avignone, dopo una terribile reclusione durata trent’anni, lasciando alla posterità un’opera notevole, di rara potenza e originalità visionaria. Misconosciuta per quarant’anni, inizia ad essere rivalutata dai critici negli anni ‘80, grazie a un libro (Une femme di Anne Delbée, Presses de la Renaissance, 1982) e a un film (Camille Claudel, regia di Bruno Nuytten, con Isabelle Adjani e Gerard Depardieu, 1988).

L’immagine raffigura La valse, opera visionaria e inquietante che vibra sotto il tocco asciutto e angoscioso dell’artista. I due corpi avviluppati sono percorsi da un fremito musciale, ma ad un’osservazione più attenta notiamo che quello della donna sarebbe privo di sostegno se non facesse perno su quello maschile. Così si vedeva Camille, sperduta senza l’illustre maestro che l’ha amata, sfruttata e abbandonata, in un’epoca che non le ha trasmesso la visione esatta delle proprie qualità artistiche innegabili e stava per consegnarla all’oblio.

Per chi non l’avesse ancora vista, in mostra a Parigi al Musée Rodin, Rue de Varenne 79, fino al 20 luglio (mart-dom 9.30-17.45 ) Biglietti 7 euro. Assolutamente da non perdere.