Archive for the 'Romy Schneider' Category

Rosa di ghiaccio/Recensioni 2


 

“Rosa di ghiaccio”. Candore e dolcezza, freddezza e distanza. In Romy Schneider convivevano opposti a tinte forti. Lo spettacolo, attraverso una ricostruzione fatta di immagini, parti narrate e recitate, cerca di penetrare il mistero di una personalità affascinante e contrastata. Ed ha successo nonostante non conoscendo la biografia e la carriera dell’attrice non sempre sia facile collegare le varie parti. Si ha quasi l’impressione che la recitazione sia una sottolineatura di quello che scorre sullo schermo e viene narrato, che ha la parte preponderante. La brava interprete si fa seguire mostrandoci Romy Schneider in alcuni brani di film mentre passa da felicità a disperazione e disillusione in breve tempo, senza risparmiarsi. Così l’attrice viveva la recitazione e così sembra vivesse le emozioni. “Rosa di ghiaccio” infatti offre uno squarcio prezioso su una donna particolare. Una donna che catturava lo sguardo, come detto da un regista, che ti portava a seguirla con la macchina da presa. Era sufficiente seguirla e osservarla muoversi, catturando quello che comunicava. Allo stesso modo è opportuno seguire lo spettacolo, a partire dalle immagini che vengono mostrate all’inizio dello spettacolo. Lasciare che Romy Schneider ci parli di sé per un breve tratto. Si scopre così una donna di una bellezza rara, magnetica, di cui non ci si può che innamorare, come afferma Ludwig nello scambio con la cugina Sissi nel primo brano recitato di “Rosa di Ghiaccio”, ma anche una donna che incute timore, come ancora il principe bavarese dice ad Elisabetta. In “Ludwig” di Visconti Romy Schneider interpreta forse la Sissi più vicina alla realtà rispetto alla versione zuccherosa della trilogia che al tempo stesso la rese famosa e perseguitata dal ruolo sostenuto. La principessa austriaca precorre i tempi con i suoi slanci ribelli e anticonformisti. E’ una donna che scappa, ma alla luce del sole.
Una donna in fuga da una corte dai rituali opprimenti, dove crescere i propri figli come si desidera non è possibile, e da un marito sempre in divisa e preso dagli affari di stato. Donna in fuga e in cerca sarà anche Romy Schneider. In fuga dal personaggio Sissi e in cerca di ruoli più impegnativi, in fuga da una vita borghese attraverso un atteggiamento hippie (come narra Alain Delon in uno dei brani letti nello spettacolo), in fuga dall’amata Vienna verso Parigi alla ricerca sia della consacrazione professionale sia, come sempre nella sua vita, di amore e accettazione, come dice lei stessa in un altro brano.
A questo proposito, seguendo con lo sguardo le immagini che scorrono sul video all’inizio e alla fine dello spettacolo, sono rimasto colpito da tre foto che con la loro immediatezza a mio modo di vedere parlano di Romy Schneider più di tante cose che sicuramente sono state scritte o dette sul suo conto. La prima ritrae l’attrice che accarezza teneramente il figlio che perderà tragicamente; la seconda la vede abbandonata sul petto di Alain Delon, un grande amore concluso male; l’ultima la vede fissare l’obiettivo con una sigaretta che pende dalla mano sinistra sollevata, tenuta vicino ai capelli. E’ una Romy Schneider invecchiata, dolorosamente vera, che esprime tutta la stanchezza portata dal suo inquieto cammino e da una ricerca di amore frustrata spesso da tragedie violente (il primo marito suicida, il figlio perso in un incidente).
Seguendo “Rosa di ghiaccio” si tocca tutto questo. Si toccano cioè sia la tristezza di Romy Schneider sia la sua fugace felicità, quei momenti che le sfuggivano fra le dita o le venivano negati dal destino. Momenti che l’attrice avrebbe voluto disperatamente, come in un’istantanea, congelare nel tempo.

Stefano Vannucchi



							

Rosa di ghiaccio/Recensioni 1

Il bilancio della serata del 15 maggio al Circolo della Grada è senz’altro positivo, e stiamo raccogliendo testimonianze e recensioni di quanti erano presenti all’evento. Naturalmente ci farebbe piacere ricevere, oltre ai commenti positivi di amici e conoscenti anche qualche critica costruttiva, quindi inviateci le vostre impressioni che saranno pubblicate senza censure.

Qui c’è l’immagine. Riprodotta, piatta, bidimensionale eppure carnale, viva, l’immagine di Romy fotografata al centro dello schermo che è il vortice nero della sua impossibile bellezza, vortice che risucchia occhi e cuore. La mente è indietro, distante. Qui è l’immagine che precede un’immagine a cui segue un’altra immagine, tutte le Romy possibili o solo quelle che possiamo vedere, tutte a negarsi l’una con l’altra, tutte a guardare il vuoto della quarta parete come le lettere trasparenti di un’unica parola: “viva”. Viva e fluente, viva e immobile, viva e negata. Tra le immagini, altre riproduzioni. L’attrice recita Romy che recita chi? La principessa, la ragazza, la donna, la disperata, la folle, la bambina. Riprodotta è qui l’essenza, ciò che non ha principio né fine, ciò che ci porta a ricreare ciò che abbiamo perduto per riperderlo nuovamente, per poterlo cercare daccapo. Negli occhi di Romy, questa volta.

Antonio Koch

Romy, Marilyn, noi…e molto altro ancora

A breve apparirà sul sito www.radionebbia.it l’intervista a Francesca Migliore andata in onda il 15 maggio 2008 alle ore 19 su Radio Nebbia, della quale è stato presentato anche un estratto su Radio Fujiko nel corso della mattinata dello stesso giorno. Inframmezzata da piacevoli scelte musicali, l’intervista traccia un bilancio dell’attività del Teatro della Rabbia degli ultimi tredici anni, e presenta le nuove creazioni. Buon ascolto a tutti!

Romy Schneider/ 4

Ma è la Francia ad averla adottata a tutti gli effetti: è la prima a ricevere il neonato César come migliore attrice per L’importante è amare di Andrej Zulawski (che lei considerava il suo lavoro più riuscito). E’ diretta da Chabrol, Miller, ma soprattutto è la straordinaria interprete di La morte in diretta di Bertrand Tavernier in cui è una malata terminale che fa riprendere i suoi ultimi giorni da una troupe televisiva. Un ruolo quasi profetico, in quanto solo pochi anni dopo Romy Schneider se ne va. La causa ufficiale è arresto cardiaco, anche se voci insistenti parlano di suicidio a causa di un cocktail micidiale di alcool e sonniferi. L’attrice era infatti molto depressa dopo la perdita del figlio quattordicenne David- Christopher, morto l’anno prima tragicamente. Già nel ‘78 il padre del ragazzo, Harry Meyen, da cui l’attrice si era separata nel ‘75, si era suicidato. Romy lascia la piccola Sarah-Magdalena nata dall’unione con il suo ex segretario Daniel Biasini e il suo nuovo compagno Laurent Pètin e rimane nel cuore dei suoi tantissimi ammiratori come una grande interprete, bellissima e molto sfortunata. Un’icona a cui rendere omaggio come hanno fatto François Ozon in 8 donne e un mistero o Pedro Almodovar con la dedica finale di Tutto su mia madre a lei e alle grandi donne. Un applauso che non può finire mai.

Femme Fatale di Marì Alberione, in Film TV

Rosa di ghiaccio

Al Circolo della Grada il 15 maggio 2008 alle ore 21, Rosa di ghiaccio, Ricordi di Romy Schneider.

Locandina

I nostri sponsor:

1. Cartolibreria Già Karta

2. L’intimo prezioso di Pepe Rosa

3. Acquamarina Pizzeria

4. Cartolito MGB

Romy Schneider/3

Colpo di fulmine reciproco e inizio di un grande amore, la Schneider si trasferisce in Francia e rifiuta di interpretare il quarto capitolo di Sissi. Ma è l’incontro con Luchino Visconti a segnare la svolta professionale: colpito dalla sua straordinaria bellezza, il maestro le propone un ruolo a teatro, a fianco di Delon, in Peccato che sia una sgualdrina, dramma elisabettiano di John Ford. Una vera sfida per lei che ancora non parla perfettamente francese: si sottopone a prove estenuanti, prende lezioni di dizione, e, al debutto a Parigi, riceve buone recensioni da parte della critica. E’ iniziata la sua ascesa: Robert Siodmack la vuole per l’ennesimo ruolo in costumme in Katia regina senza corona (’59) nel ‘62 Orson Welles la chiama per Il processo e Visconti per Boccaccio ‘70. Diventata ormai una star di caratura internazionale, firma un contratto con la Columbia per sette film ma lo rescinde dopo quattro, scontenta dei ruoli a cui viene relegata. Torna in Francia e diventa la musa di Claude Sautet con cui interpreta cinque film di cui quattro da protagonista: (L’amante, dove canta anche una canzone) e Il commissario Pellissier a fianco diMichel Piccoli, E’ simpatico ma gli romperei il muso con Yves Montand, Una donna semplice che ottiene una nomination agli Oscar come film straniero. Nel 1972 Visconti le affida il ruolo di Elisabetta di Baviera in Ludwig. Romy torna così ad essere Sissi 17 anni dopo, ma con un’immagine completamente diversa: è una donna autoritaria che non ha nulla della sdolcinata dolcezza dell’imperatrice ragazzina. Ma è la Francia ad averla adottata a tutti gli effetti…. (CONTINUA)

Da Femme Fatale di Marì Alberione, Film Tv

Romy Schneider/2

Inizialmente Romy non ha alcuna intenzione di seguire le orme dei genitori, vorrebbe fare la decoratrice o la stilista, ma nell’estate del ‘53 è proprio Magda a suggerirle di presentarsi al provino per la parte di sua figlia in Fiori di lillà. Nel ‘55 arriva il ruolo che la impone all’attenzione del mondo intero: diretta da Ernst Marischka (che già aveva lanciato sua madre), interpreta Elisabetta di Baviera in La principessa Sissi. In patria il film ha un successo straordinario, viene proiettato in tutte le scuole, diventa il simbolo della rinascita per la Germania. Romy finisce per essere schiava del personaggio. Su pressione di Magda (che sembra aver ritrovato una nuova primavera attoriale accanto a Romy, visto che è spesso sua madre anche nel grande schermo) interpreta due sequel nel ‘56 (Sissi-La giovane imperatrice) e nel ‘57 (Sissi-Destino di un’imperatrice). Nel ‘58 è ancora Magda a consigliarle di girare il remake di un film da lei interpretato nel ‘33, Amanti folli di Max Ophuls. E’ L’amante pura di Pierre Gaspard-Huit a cambiarle la vita: è su questo set che conosce Alain Delon. Colpo di fulmine reciproco e inizio di un grande amore… (Continua)

Da Femme Fatale di Marì Alberione, in Film TV

Romy Schneider


Il 29 maggio 1982 moriva Romy Schneider, l’attrice austriaca che i francesi - e non solo loro - avevano adottato come “donna ideale”. “Vorrei chiedere 25 secondi di applausi per una donna eccezionale, un’attrice immensa che ci ha lsciati proprio 25 anni fa: Romy Schneider.” Questo il commosso ricordo di Alain Delon sul palco della cerimonia di chiusura di Cannes 2007. Un omaggio ancora più sincero visto che Delon è stato uno dei grandi amori dell’attrice austriaca. I due hanno fatto coppia fissa dal 1958 al 1964, ma sono rimasti legatissimi, tant’è che nel 1969 fu proprio Delon, ormai una star in patria, a imporre la Schneider nel cast di La piscina, e sulla sua tomba a scrivere, su un foglio, una vera e propria dichiarazione d’amore: “non sei mai stata così bella, vedi ho imparato qualche parola in tedesco per te: Ich Liebe dich meine Liebe (ti amo mio amore, ndr).

Rosemarie Magdelena Albach Retty nasce il 23 settembre 1938 a Vienna, in una famiglia di attori. La madre era Magda Schneider, cantante di operetta e attrice molto richiesta all’epoca, il padre Wolf, pure lui attore, era figlio della Sarah Bernhardt austriaca, Rosa Retty, nominata attrice della corte d’Austria, sotto il regno di Francesco Giuseppe. Inizialmente Romy non ha alcuna intenzione di seguire le orme dei genitori…(CONTINUA)

(Marì Alberione, Femme Fatale, in FilmTV )

Chi è Romy Schneider?/3 - Rosa di ghiaccio

Ecco finalmente la risposta a tutte le domande. Il 15 maggio 2008 alle ore 21, al Circolo della Grada, Via della Grada 10 (Bologna Centro), il Teatro della Rabbia presenta

Rosa di ghiaccio

Ricordi di Romy Schneider


Con Fabiola Ricci e Claudio Borgianni

Voci recitanti Nicola Fabbri, Fabio Farnè, Anita Giovannini,

Antonio Koch, Edoardo Migliore, Valentina Palmieri,

Fabiola Ricci

Contributi audio nei filmati, arrangiamento basi

Riccardo Nanni

Regia e musiche originali video Roberto Passuti

Marketing e promozione Nicola Fabbri e Federico Mascagni

Regia Teatrale Francesca Migliore

Cosa sappiamo di Romy Schneider? I giornali ci hanno svelato la sua vita in technicolor: un’ infanzia dorata, gli esordi scintillanti in Sissi, la tumultuosa storia d’amore con Alain Delon, la tragica morte del figlio… Tuttavia gli innumerevoli volti di Romy sembrano raccontare un’altra storia. Cominciata molto giovane la carriera cinematografica, il suo più grande successo fu senza ombra di dubbio la trilogia, popolarissima ancora oggi, di Sissi. Per milioni di spettatori nel mondo Romy e Sissi non sono altro che la stessa persona. Ma se i destini singolari di queste due donne presentano delle inquietanti somiglianze, Romy trascorrerà tutta la vita in fuga da questo ingombrante ruolo di giovinezza. La sua passione per Alain Delon precipita il suo volo incerto verso Parigi, da dove partirà un percorso artistico di rilievo, con registi del calibro di Visconti, Deray, Sautet, Welles, Preminger, mentre la sua vita privata inanellerà delusioni e fallimenti. Prendendo le mosse dalla biografia di Romy Schneider, questo spettacolo si propone di tratteggiarne un ritratto completo e ricco di sfumature attraverso brani di film recitati dal vivo, montaggi video, canzoni in francese e tedesco. Un vero omaggio ad un’attrice che quest’anno compirebbe sessant’anni se un tragico destino non l’avesse trascinata lontano da se stessa e dal suo pubblico.

15 maggio 2008 ore 21, Circolo della Grada, Via della Grada 10 (Bologna Centro)

Biglietti: ingresso+consumazione 10€ (soci ARCI);

15€ (tessera annuale+ingresso+consumazione)

La serata è sponsorizzata da:

  • Cartolibreria Già Karta, Via Andrea Costa, 40, 40134 Bologna. Scuola, ufficio, articoli da regalo, fax, fotocopie, prenotazione libri scolastici. Tel e fax 051/6142002 info.giakarta@libero.it
  • L’intimo prezioso di Pepe Rosa, a Bologna in Via Riva di Reno, 98/c, tel. 051/226407
  • Acquamarina - Pesce e Pizzeria a due passi dal centro, Via Emilia Ponente, 127/D, Tel. 051 /384864
  • Cartolito MGB, progettazione grafica, stampa in offset, cataloghi e depliants, espositori e confezioni, astucci e scatole. Anzola dell’Emilia (BO), Via di Vittorio, 4, 051/733447

Chi è Romy Schneider?/2


Video: Chi è Romy Schneider?