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Il 22 aprile ultimo appuntamento della stagione col Teatro della Rabbia

IL TEATRO DELLA RABBIA
presenta
I SILENZI DEL MARE

DA PAWANA DI JEAN-MARIE LE CLEZIO

con Fabio Farnè e Nicola Fabbri

Drammaturgia e Regia di Francesca Migliore

«Awaité Pawana!», l’indiano urlò quando vide le balene grigie, nella laguna segreta dove giungevano per riprodursi. Questo è il tema della lettura-spettacolo, dove si incrociano le voci di John di Nantucket, che si imbarca a quattordici anni a bordo del Leonora, e quella del capitano Charles Melville Scammon, all’epoca poco più che ventenne. I due scoprono insieme, nel gennaio del 1856, questo luogo leggendario. Anni dopo, nel 1911, l’uno e l’altro si ricordano. Questo rifugio paradisiaco è diventato un inferno rosso sangue dove l’arpione incide il suo cammino di morte. In Pawana, che significa balena nella lingua nattick indiana, Le Clézio ci parla di un fatto reale, crudele: lo sterminio delle balene grigie nel Golfo del Messico.
Questa storia racconta la bellezza del mondo, la crudeltà del cacciatore, l’ebbrezza della caccia, gli esiti sanguinosi della scoperta. Una favola ecologica dal finale tragico, dove ancora una volta si parla della possibilità di un’economia sostenibile violata in nome della sopravvivenza della civiltà del più forte sulla fragilità della poesia e di un mondo primitivo ormai incompatibile con il nostro presente.

TEATRO DEI 25 - 22 LUGLIO 2015 ORE 21
VIA CESARE ABBA 6- BOLOGNA
INGRESSO 7 EURO
E’ GRADITA LA PRENOTAZIONE CON SMS AL 3397746956
OPPURE E-MAIL SU INFO@TEATRODELLARABBIA.COM

 

Incontro con l’autrice Marinette Pendola

Giovedì 14 maggio 2015

ore 17,30

Biblioteca Amilcar Cabral

via San Mamolo, 24 – Bologna

Da una riva all’altra del Mediterraneo:

gli Italiani di Tunisia
nei libri di Marinette Pendola

Ne parlano con l’autrice

Chiara Sebastiani, Università di
Bologna

Valentina Asioli, insegnante

Leggerà alcuni brani dei romanzi l’attrice Valentina Palmieri del Teatro della Rabbia

Marinette Pendola, scrittrice, è nata
a Tunisi da genitori di origine siciliana. Il suo primo romanzo si intitola
La riva lontana (Sellerio, 2000). Nel 2014 ha pubblicato La traversata
nel deserto (Arkadia editore).

Deserto è quello spazio vasto e desolato
che l’individuo deve necessariamente attraversare partendo dal luogo di
origine, se vuole giungere all’approdo definitivo. È lo spazio dell’abbandono
e della solitudine, del viaggio e della vita sospesa dell’emigrante; lo
spazio percorso da una famiglia costretta, dalle circostanze della Storia,
a lasciare la propria terra, in un momento - gli anni Sessanta del Novecento
- in cui si riversano in Europa, dal Sud Mediterraneo, navi cariche di
Europei che abbandonano le ex-colonie.

La traversata del deserto narra l’odissea
di una famiglia - e nel contempo di una comunità - espulsa da Tunisi e
rimandata in Italia: lo sbarco in Sicilia, l’arrivo a Napoli, il campo
profughi in Ciociaria e poi la Bologna del boom economico ….. storie
di composta sofferenza, rassegnazione, stupore verso il “nuovo”.
I protagonisti di questo romanzo, mentre il viaggio si compie e la meta
si avvicina, fanno i conti con i ricordi, le speranze, le illusioni, archiviando
definitivamente il passato per ricominciare una nuova vita, italiani di
allora che affrontano l’esperienza dei profughi di oggi.

________________________

Biblioteca Amilcar Cabral  - Via
San Mamolo 24, 40136 Bologna -amicabr@comune.bologna.it  - tel. 051 581464051 581464
fax 051 6448034051 6448034 -www.centrocabral.com

emigranti

Free via Skype

Duras in marzo

Teatro della Rabbia
presenta
Improvvisazione con forme fredde
 omaggio a Marguerite Duras
una scena dello spettacolo
 con Valentina Palmieri, Nicola Fabbri, 
Fabiola Ricci, Fabio Farnè 
 
Foto di scena Antonio Koch
Drammaturgia e Regia Francesca Migliore

In questi giorni così difficili per la Francia, il Teatro della Rabbia ripercorre alcuni testi di Marguerite Duras, della quale ricorreva nel 2014 il centenario della nascita. Atmosfere squisitamente francesi, nello specifico il romanzo  Détruire dit-elle e il testo teatrale Suzanna Andler, molto simili per temi e temperie emotiva: una donna, due uomini, l’indecisione, l’alcolismo, la malinconia di un paesaggio di mare invernale, pieno di vento e di ricordi, la musica che trascina nel passato.

In un’atmosfera di spasmodica tensione al comunicare, sempre frustrata, questo spettacolo ci conduce attraverso uno sguardo femminile in vertiginosa prossimità di paesaggi interiori profondamente sconvolti.

Il racconto cresce così come una specie di cerchio che neutralizza la vita e la sospende ad un silenzio straniante. Lo sguardo della donna ritratta, che pure sembrava all’inizio cercare solo lo sguardo del marito, per giungere con lui infine alla parola essenziale del loro incontro, vagando è attratto man mano dalla magnetica vibrazione corporea dell’altro uomo, col quale forse potrà iniziare una nuova vita.

22 marzo 2015 ore 21

Leggere Strutture Art Factory
Via Ferrarese 169 - Bologna
Ingresso 6 euro
posti limitati, è gradita la prenotazione
 mailto:info@teatrodellarabbia.com

Teatro con assaggio il 27 febbraio

Risate da mangiare

pensieri buffi di donne in cucina

giovedì 27 febbraio 2014 ore 21

Circolo culturale Teatro in una Stanza

Via Nazario Sauro 28 - Bologna

Ingresso 5 euro

prenotazione consigliata per posti limitati info@teatrodellarabbia.com

 

 

 

 3 brevi monologhi di 15 minuti interpretati da due attrici, tratti da Dolce come il cioccolato di Laura Esquivel., Afrodita di Isabel Allende e Ricette immorali di Manuel Vasquez Montalbàn, 

 con

 

Valentina Palmieri e 

Fabiola Ricci

 

Frutto di una godibile sapienza narrativa e di una raffinata arte culinaria, Dolce come il cioccolato di Laura Esquivel, racconta con grazia e allegria femminili un’indimenticabile storia d’amore, in cui il cibo diventa metafora e strumento espressivo, rito e invenzione, promessa e godimento, veicolo di un’inedita comunione erotica.

Isabel Allende in Afrodita, rivela di conoscere il gusto lieve e giocoso della vita. Dalla salsa corallina alle pere ubriache, dall’habanera di gamberi all’insalata delle odalische, dalla zuppa scacciapensieri alle ciliegie civettuole: un patrimonio di ricette piccanti e spiritose condite con le spezie dell’ironia. Da qui nasce l’idea di questo libro, un viaggio senza carta geografica attraverso le regioni della memoria sensuale, là dove i confini tra l’amore e l’appetito a volte sono talmente labili da confondersi completamente.

Nel trattato eno-gastronomico-sessuale Ricette Immorali, l’autore Manuel Vasquez Montalbàn si prefigge di tracciare l’identikit del partner ideale con il quale dividere tavola e alcova. Ecco così 62 ricette di alta cucina, tutte assolutamente realizzabili e accompagnate da un breve commento che stabilisce un rapporto di complicità con il lettore nell’atto “criminoso” della conquista amorosa.

 


Giovedì 18 luglio a Corte Saragozza vita di Antonia Pozzi, poetessa italiana

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TEATRO DELLA RABBIA

presenta

 

Intorno ad Antonia

Vita di Antonia Pozzi

 

DRAMMATURGIA E REGIA DI FRANCESCA MIGLIORE
18 LUGLIO 2013 ORE 21.30

CORTE DEL QUARTIERE SARAGOZZA, VIA PIETRALATA, 58
con Valentina Palmieri e  Nicola Fabbri,

musiche originali di Roberto Passuti

 

Lo spettacolo vuole ricostruire, nel centenario della nascita di questa
poetessa italiana dimenticata dai programmi scolastici, il percorso
esistenziale di una donna che attraverso la poesia delineò la parabola di
un’intera esistenza di morte e di rinascita, nel quale la parola poetica diventa
riscatto necessario di una vita affettiva ostacolata dal perbenismo dell’epoca.

Ingresso 5 € - In caso di maltempo lo spettacolo si svolgerà presso la Sala
Cenerini, sede del Quartiere Saragozza, allo stesso indirizzo
INFO: www.teatrodellarabbia.com- info@teatrodellarabbia.com -339/7746956

Campana poeta incompreso in Corte Saragozza il 4 luglio

Logo Bè

 

Il Teatro della Rabbia

presenta

Tutto il dolore non importa

raccontare Dino Campana

 

 

 

con Nicola Fabbri e Valeria Ianniello

musiche originali Roberto Passuti

regia video Davide Savaidis

contributi audio Matteo de Angelis

voci recitanti Niccolò Baldari, Nicola Fabbri,

Valentina Palmieri

Nel video Dino Campana è interpretato

da Antonio Koch

 

 

drammaturgia e regia Francesca Migliore

 

 

4 luglio 2013 ore 21.30

Corte del quartiere Saragozza

Via Pietralata, 58 (Bologna)

In caso di maltempo lo spettacolo si svolgerà presso la Sala Cenerini, allo stesso indirizzo

Ingresso 5 € - Posti limitati. Si consiglia la

prenotazione inviando un’e-mail a

info@teatrodellarabbia.com (attendere conferma)

 

 

Lo spettacolo utilizza il doppio binario del linguaggio teatrale e di quello audiovisivo. Accanto a brani di video in forma di biopic, che raccontano la vita di Dino Campana, poeta pazzo incompreso dalla famiglia e dal paese natale, si alternano momenti recitati che inquadrano un episodio particolare di quella vita: l’amore con Sibilla Aleramo.

Passioni e sentimenti, paure, tenerezze, invocazioni, tradimenti, ricongiungimenti, miseria e malattia: tutto sotto “Un cielo fatto solo d’amore”. È l’incontro di Dino Campana con Sibilla Aleramo, incontro straordinario, come le lettere che i due amanti si scrissero. Ogni pagina di questo carteggio è un viaggio, esaltante e senza soste, che ha inizio sotto il sole infuocato dell’agosto 1916, e si interrompe nel gennaio del 1918, davanti al cancello del manicomio di San Salvi, dove lui viene internato per quattordici anni, fino a morire all’improvviso per cause sconosciute. I Canti Orfici, unica e grande opera di Campana, lo manterrà vivo oltre la morte. L’Aleramo, che trasformò la sua lunga vita in letteratura, mai riuscì a raccontare la sua storia con Dino. Ne affidò la memoria a queste lettere, consentendone la pubblicazione nel 1958, a due anni dalla sua morte.

Il 27 giugno partecipiamo a In & Out, la Cultura in Condominio

Mercoledì  27 giugno il Teatro della Rabbia partecipa alla seconda edizione di In & Out, La Cultura in Condominio.

QUARTIERE SAN DONATO
Condominio Ristori
via Melato, 2 sul retro dell’edificio nel grande prato; possibilità di parcheggio
27 giugno
ORE 22:00 - Teatro della Rabbia in ALTROVE - Ingresso libero
Liberamente ispirato a Le città invisibili, di Italo Calvino
Con Valentina Palmieri e Nicola FabbriDrammaturgia e regia Francesca Migliore
“Che cos’è oggi la città per noi? Penso di aver scritto qualcosa come un ultimo poema d’amore alle città, nel momento in cui diventa sempre più difficile viverle come città”.     Italo Calvino
Il viaggiatore torna e riparte in continuazione, e racconta delle città che ha visto. Tutte queste città sono luoghi possibili ma anche inventati, spazi onirici dove la realtà e la fantasia si confondono, dove si incontrano persone perdute da anni, dove si stringono alleanze e si tentano scommesse sulla propria esistenza. L’altrove è un luogo che i tre personaggi, quelli a cui viene raccontato il viaggio, provano a immaginare, e spesso la loro fantasia raggiunge questi luoghi e li trasforma, rendendoli vicini e abitabili. Uno spettacolo tutto incentrato sullo sguardo affascinato sulle cose, tra ironia, malinconia e leggerezza. Lo spettatore viene catturato dal mondo stupito e curioso dei personaggi, si identifica con loro, sente proprie le loro esperienze e si trasforma. Mai nessun viaggio se non questo ha potuto dimostrare che «tutto ciò che è qui è altrove; e tutto ciò che non è qui non è da nessuna parte».

Ecco il programma dell’intera iniziativa.

IL 21 luglio Sissi allo specchio in “Rosa di ghiaccio”

Il Teatro della Rabbia

presenta

Rosa di ghiaccio

Ricordi di Romy Schneider

Cosa sappiamo di Romy Schneider? I giornali ci hanno svelato la sua vita in technicolor: un’ infanzia dorata, gli esordi scintillanti in Sissi, la  tumultuosa storia d’amore con Alain Delon, la tragica morte del figlio… Tuttavia gli innumerevoli volti di Romy sembrano raccontare un’altra storia. Cominciata molto giovane la carriera cinematografica, il suo più grande successo  fu senza ombra di dubbio la trilogia, popolarissima ancora oggi, di Sissi. Per  milioni di spettatori nel mondo Romy e Sissi non sono altro che la stessa persona. Ma se i destini singolari di queste due donne presentano delle inquietanti somiglianze, Romy trascorrerà tutta la vita in fuga da questo ingombrante ruolo di giovinezza. La sua passione per Alain Delon precipita il suo volo incerto verso Parigi, da dove partirà un percorso artistico di rilievo, con registi del calibro di Visconti, Deray, Sautet, Welles, Preminger, mentre la sua vita privata inanellerà delusioni e fallimenti. Prendendo le mosse dalla biografia di Romy Schneider, questo spettacolo si propone di tratteggiarne un ritratto completo e ricco di sfumature attraverso brani di film recitati dal vivo, montaggi video, canzoni in inglese francese e tedesco. Un vero omaggio ad un’attrice che da poco avrebbe compiuto sessant’anni se un tragico destino non l’avesse trascinata lontano da se stessa e dal suo pubblico.

con Fabiola Ricci e Nicola Fabbri

Voci recitanti Nicola fabbri, Fabio Farnè, Anita Giovannini, Antonio Koch, Edoardo Migliore, Fabiola Ricci, Valentina Palmieri

Marketing e promozione Marianna Rocco

Arrangiamenti basi Riccardo Nanni

Regia e musiche originali video Roberto Passuti

Regia e drammaturgia Francesca Migliore

21 luglio 2011 ore 21,30

Corte del Quartiere Saragozza

Via Pietralata, 60 (Bologna) Ingresso 5€ 

Non occorre prenotazione. servizio bar disponibile a prezzi popolari.

(In caso di maltempo lo spettacolo si svolgerà alla Sala Cenerini, all’interno della sede del Quartiere)

 

Nuovi corsi dall’autunno

 

Finalmente sono tornati i corsi del Teatro della Rabbia! In collaborazione col Teatro dell’Otium, abbiamo organizzato per voi un corso di teatro e due stage intensivi (Tai Chi per attori e Tarocchi), destinati ad un pubblico eterogeneo ma tutti finalizzati a scoprire nuove parti di sé e a condividere esperienze che culmineranno poi in una serata conclusiva nella quale verranno presentati i lavori realizzati!

Clicca su http://www.teatrodellarabbia.com/corsi/ e trova il tuo corso di quest’anno!

Due articoli su Stieg Larsson

 

Continuo la mia opera di proselitismo pubblicando due articoli sull’autore della trilogia Millennium.

 

La trilogia noir dell’hacker buona, di Irene Bignardi
(24 nov 2007)
Dopo la lettura di questo nerissimo noir, almeno una convinzione si radica nel lettore: addio privacy. Viviamo in un mondo in cui tutti i nostri dati sono a disposizione di qualsiasi hacker di alta qualità e dei loro committenti, le indagini si fanno davanti alle schermate di un computer, dallo schermo di un computer si fanno e si disfano fortune. Ma non solo: di tutto quello che facciamo, in un mondo documentato da infinite forme di registrazione dei dati, resta una traccia. Basta che ci sia chi vuole vederle, un po’ alla maniera di Blow up.

Fortunatamente, in questo romanzo “Uomini che odiano le donne”, che è stato un caso editoriale in Svezia e che è il primo di una trilogia scritta da un autore purtroppo scomparso prematuramente, lo hacker in realtà è una hacker, molto tatuata, molto magra, molto carina, molto ribelle, e lavora per la causa dei buoni, anzi del buono: un giornalista economico momentaneamente in disgrazia che, per incarico di uno importante industriale, sta cercando la verità sul caso di sua nipote, scomparsa misteriosamente trent’anni prima.

Siamo in Svezia, e la ragazza apparteneva a una di quelle grandi cupe ricche famiglie piene di pieghe e di misteri che il cinema scandinavo ci ha così spesso raccontato. Ma qui, tra i Vanger, la grande dinastia industriale in crisi, i padroni di una intera regione, gli intrecci e i silenzi sono carichi di innominabili orrori nascosti che solo Mikael Blomkvist con l’aiuto della giovane hacker Lisbeth Salander (li ritroveremo nelle altre due puntate della trilogia, certamente in arrivo) riuscirà a scoperchiare. Fino a un certo punto: perché anche il dovere di dire la verità, ci dice Larsson, ha dei limiti in altri diritti, e nei diritti degli altri. E il suo thriller, troppo ricco ma sempre appassionante, tra una discussione sull’etica del costume giornalistico e una corsa tra le banche di Zurigo, disegnare anche un quadro interessante della società e dei costumi svedesi di oggi e di ieri.

L’estate dei libri «pesanti». Il mattone che trionfa in libreria

di Giovanni Pacchiano

Sono un larssoniano della primissima ora. Fa fede la mia recensione al primo romanzo della sua Trilogia «Millennium», Uomini che odiano le donne (Marsilio, pagg. 676), apparsa su queste pagine il 9 dicembre 2007. Sono altresì un larssoniano fanatico: inizi a leggerlo e non te ne puoi staccare un attimo. E ti avvicini alla fine della storia, una storia-fiume, con la sensazione, per niente bella, che, chiuso il libro, non saprai cosa fare della tua vita. Almeno per un po’.
Il fatto è che non succede a me solo. Ho regalato Uomini che odiano le donne a destra e a manca. L’ho consigliato a chiunque mi capitasse a tiro. La reazione è stata unanime. «Cosa farò quando lo avrò finito?», mi ha detto un’amica. E un altro: «È come una droga». Una droga. Tant’è vero che, per non aspettare l’uscita in traduzione degli altri due romanzi, a suo tempo li ho comprati in francese (Actes Sud).
Oggi, Larsson, per via di un frenetico passaparola, rafforzato dall’uscita in italiano del secondo romanzo, La ragazza che giocava con il fuoco(Marsilio, pagg. 754), è diventato un fenomeno mediatico. Merito, certo, dell’ottima costruzione dei suoi romanzi, della continua suspense, dell’attenzione alla psicologia dei personaggi e a un inquieto versante sociale della Svezia che, in molti, non conoscevamo. Ma lo è diventato anche per le caratteristiche dei suoi libri, di immensi romanzi-fiume (sì, come quelli dell’Ottocento: Hugo, Dickens, Collins, Tolstoj). Ciò che lo inserisce in una propensione al romanzo-fiume divenuta oggi una moda. Ma qui si tratta, per buona sorte, non di grossolani polpettoni, ma di romanzi-fiume di qualità. Ce ne sono altri: ad esempio, la serie dei romanzi di Henning Mankell che vedono protagonista il commissario Wallander (Marsilio). Almeno un romanzo di Leif G.W. Persson, /Tra la nostalgia dell’estate e il gelo dell’inverno/ (Marsilio, pagg. 588) che può stare alla pari con Stieg Larsson. E non è necessario radicarsi in Svezia. Pensiamo alla fortuna di un altro romanzo-fiume come il recente /Un cappello pieno di ciliege/ (Rizzoli, pagg. 860) di Oriana Fallaci. O all’americano Gordon Dahlquist con /La setta dei libri blu/ (Bompiani, pagg. 796): un mix rétro tra Wilkie Collins e Arthur Machen.
E veniamo dunque al punto che più ci importa. Perché, oggi, il grande successo dei romanzi-fiume di qualità?
Il protagonista, almeno così crediamo, è un lettore colto. Ha più di quarant’anni (ma può averne anche settanta e passa). È deluso dalla vita pubblica e dal crollo dei valori di un mondo perbene ormai scomparso. Si sente, inoltre, accerchiato dalla cattiva letteratura e prova il bisogno di abbandonarsi a una narrativa totalizzante e chilometrica. Come le grandi letture della sua giovinezza. Sostitutiva della vita? Forse sì, almeno per il non breve tempo della lettura. Paradossalmente, anestetizzante e insieme esaltante. Con una buona dose di regressione: non sono i bambini a divorare un libro, se li appassiona? Come gli antropofagi. E come noi, in questo caso.
Ma non basta: i buoni romanzi-fiume sono, sempre, avvincenti. «Avvincente», cioè qualcosa che ti lega. Sei fatalmente e strettamente legato al tuo libro sino alla conclusione della storia. Alle avventure di Mikael e di Lisbeth (magnifica ultima dei reietti di victorhughiana memoria) nella trilogia di Larsson, come alle peripezie e ai drammi degli antenati di famiglia nell’eccellente romanzo della Fallaci.
Alla fine, purtroppo, sarà il libro a slegarsi da te. Tuo malgrado. L’unica medicina: dimenticarlo; per poterlo rileggere.